Ragni, terrore e inquietudine: chi ha paura di Andrea Oberosler?

Ogni mese Losers Club sceglie un tema da approfondire con contenuti dedicati e un’illustrazione originale.
L’ultimo anno ci ha costrettə ad entrare a stretto contatto con le nostre fobie.
Dall’infanzia, al mondo degli adulti, dai film horror alle fobie patologiche: questo mese affronteremo le nostre paure.
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Al contrario della maggior parte delle persone, a me i ragni piacciono tantissimo. Li ho sempre trovati affascinanti, mi fermo a guardarli, li osservo da vicino, a volte ci parlo anche. Li chiamo tutti per nome – sempre lo stesso, Roger – e stabilisco con loro un patto di non aggressione. È così che diventiamo amici.

Un giorno, su Instagram, scopro che a stare fuori dalle statistiche di questa fobia non sono sola. C’è anche Andrea Oberosler, illustratore e animatore trentino, con la passione per i ragni, certo, e per tutto ciò che è gotico e malinconico. Ho deciso di fargli qualche domanda per indagare le sue atmosfere e i suoi lavori.

Andrea Oberosler – Foto di Stefano Pradel

L’aracnofobia è una delle cinque fobie più diffuse al mondo, ma a quanto pare non ti (ci) riguarda. I ragni ti affascinano moltissimo, tanto da avergli dedicato un progetto su Instagram, lo Spider Alert. Ci racconti cos’è?

Il mio rapporto con i ragni è stato piuttosto strano. Da bambino li adoravo e li andavo a cercare in ogni angolo. Poi, non so bene perché, ho cominciato ad averne paura e la cosa è durata per quasi quindici anni. Mi accorgevo però che, nonostante la paura, continuavano ad affascinarmi e quindi ero deciso a superarla, ma non sapevo bene come. La chiave per riuscirci è stato studiarli: capire come si comportano, quali specie esistono, quali sono quelle effettivamente pericolose, ecc.
Una volta superata la fobia, ho deciso di farne una rubrica che tenevo ogni domenica nelle Instagram stories chiamata Spider Alert (di cui si può recuperare qualcosa nelle storie in evidenza), in cui parlavo di quello che avevo imparato fino a quel momento, in tono molto ironico. Penso abbia aiutato a demolire quel velo di terrore che sembra circondare questi animali. Mi sono arrivati molti messaggi di persone che mi hanno ringraziato per averle aiutate ad apprezzare maggiormente i ragni che, tu lo saprai bene, sono animali estremamente affascinanti.

Spider Alert: chi ha paura dei ragni? è stato anche un laboratorio per bambini. Ci racconti un po’ di questa esperienza? Hai mai pensato di proporla anche agli adulti?

Sono stato contattato a inizio anno dall’associazione Lumen per tenere un laboratorio online per bambini. Loro lavorano molto sulla divulgazione scientifica attraverso la creatività e quindi avevo deciso di proporre una versione laboratoriale della rubrica. È stato divertentissimo. Siamo partiti con un po’ di informazioni generali sui ragni: come sono fatti, come distinguerli dagli insetti (perché, ricordiamolo, i ragni non sono insetti), quanti occhi hanno, i diversi tipi di ragnatele, ecc. e nella seconda parte del laboratorio ogni bambino e bambina ha scelto delle caratteristiche e ha disegnato il suo ragno personale. Naturalmente non è mancato il ragno robot.
Per gli adulti non ho mai fatto qualcosa di simile, ma mi piacerebbe provare a misurarmi anche con questo tipo di pubblico. Credo che questa forma di divulgazione sia molto importante per sensibilizzare le persone sul fatto che i ragni non sono animali così terribili e, magari, aiutare qualcuno a superare la propria fobia.

Lavorando in libreria ho notato come sia ancora abbastanza diffusa l’idea che le illustrazioni siano solo “per bambini”. Nella tua nuova rubrica Chi ha paura dell’illustrazione? – nel blog del Festival Illustrada – provi a sfatare questo luogo comune. Di cosa si tratta?

Chi ha paura dell’illustrazione? è una rubrica che ho iniziato a curare da un paio di mesi o poco più. È tutta dedicata all’illustrazione gotica e malinconica proprio per mettere in luce il fatto che un media come questo può parlare a tanti target diversi e che gli adulti non sono esclusi. Ogni articolo esce il primo martedì di ogni mese e contiene la recensione di un libro e un’intervista all’autore/autrice delle illustrazioni. Nei primi numeri ho parlato di (e con) Ana Juan e Marco Palena, ma ci saranno tanti altri ospiti, sia nomi affermati del mondo dell’illustrazione sia autori emergenti.

Da dove arriva la tua passione per le atmosfere oscure, gotiche e malinconiche?

Tutto ciò che è oscuro e cupo mi ha sempre molto affascinato. Per chi mi conosce può sembrare una cosa in contrasto con me che tendo a essere sempre positivo e pronto a farmi una risata, eppure sono atmosfere che mi hanno sempre incuriosito. Io credo sia un modo per me di immergermi in mondi che non appartengono alla mia quotidianità, per misurarmi con qualcosa di diverso ed esplorare panorami ed emozioni che non conosco. Il primo albo gotico in cui mi sono imbattuto è stato Sorelle di Ana Juan (Logos) ed è stato amore a prima vista!

Soffri di qualche fobia? In generale, cosa ti fa paura del mestiere di illustratore e come affronti i tuoi timori?

Paure riguardo al lavoro, al momento, non credo di averne. Ci sono stati periodi negli anni passati in cui mi mettevo molto in discussione, forse anche troppo. Anche solo la scelta di lavorare prevalentemente con questo tipo di atmosfere è una cosa che mi spaventava perché, per quanto mi appassionino, rimango consapevole del fatto che parlano a una nicchia più ristretta di lettori. Però io so essere cocciuto sulle cose in cui credo e ho semplicemente deciso di buttarmi. È l’unico modo per vedere se funziona o no.

Libraia

Parlo di: libri, graphic novel, cultura pop