Terapia d’urto per fobie assurde

Ogni mese Losers Club sceglie un tema da approfondire con contenuti dedicati e un’illustrazione originale.
L’ultimo anno ci ha costrettə ad entrare a stretto contatto con le nostre fobie.
Dall’infanzia, al mondo degli adulti, dai film horror alle fobie patologiche: questo mese affronteremo le nostre paure.
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Quando lavoravo in libreria, mi capitava spesso di ascoltare richieste molto particolari. Come quella volta che una mamma cercava un libro adatto a sua figlia, impaurita dalla barba del papà. O quando un nonno ci ha raccontato che a suo nipote non piacevano i vecchi, e chiedeva se c’era magari un albo illustrato per affrontare questa situazione (se vi interessa, c’è. Si chiama Tutta la verità sugli anziani, di Elina Ellis, pubblicato da Gallucci).

I libri si cercano spesso come rimedio, come se fossero una medicina o una bacchetta magica. In casi come questi, mi sembrano più delle terapie d’urto per provare a sconfiggere delle fobie. Se ve lo state chiedendo, si tratta di pogonofobia e gerontofobia. Sì, c’è un nome anche per la fobia della barba. Bastano poche ricerche per scoprire che c’è un nome per ogni paura, anche la più assurda (ne trovate una bella panoramica illustrata ne Il grande libro illustrato delle fobie, di Gianluca Bavagnoli, illustrato da Andrea Q, pubblicato da Baldini + Castoldi).

Siccome mi manca dispensare consigli e rispondere alle richieste più strane, mi sono detta, proviamoci ancora! Più strana è la fobia, più assurdo può essere il rimedio. Ecco allora un’opera d’arte, un album musicale e un libro autoprodotto per affrontare i più svariati timori irrazionali che si sono impossessati di voi.

Le miniature di Tatsuya Tanaka

Se soffrite di microfobia – la paura delle cose piccole – potete farvi rassicurare dalle opere di questo artista e fotografo giapponese. Dal 2011 Tatsuya Tanaka crea fantasiosi diorami, cioè ambientazioni in miniatura, decontestualizzando i piccoli oggetti di uso quotidiano.
Godetevi lo spettacolo sul suo profilo Instagram o sul sito Miniature Calendar.

Wake up calls di Cosmo Sheldrake

Un album realizzato in nove anni, con le registrazioni dei versi degli uccelli britannici in via d’estinzione. Include canzoni pensate come regalo di Natale ai parenti, per aiutarli ad alzarsi la mattina – da qui il titolo – in modo più rilassato, senza l’ansia e la sensazione di allarme che ci dà la sveglia.
Ideale per chi soffre di: ornitofobia (la paura degli uccelli), ma anche cronometrofobia (la paura degli orologi) e, perché no, eosofobia (la paura dell’alba, della luce diurna).
E a proposito di parenti: Cosmo è il fratello di Merlin, autore del fenomenale L’ordine nascosto. La vita segreta dei funghi (Marsilio editore) e figlio del famoso biologo e saggista Rupert.

Non ho parole di Officina 3am

Ve lo dico, a me fa schifo la parola “pis**are” (il sinonimo di urinare). Non ce la faccio proprio a sentirla o pensarla, mi vengono i brividi. Pare che io soffra di logofobia, il timore anomalo e ingiustificato di determinate parole. Pare che molti ne soffrano sentendo “avvocata” o leggendo formule con la schwa.
Consiglio allora questo interessante progetto editoriale sul sessismo e il linguaggio di genere, una serie di interpretazioni grafiche e provocazioni visive che invita a riflettere su valore e forza delle parole e sulla scarsa consapevolezza con cui le usiamo abitualmente. Adatto anche, visto il periodo, a chi soffre di omo-bi-trans-fobia.

Libraia

Parlo di: libri, graphic novel, cultura pop