Però, la parola al poeta: SPAZIO

Da quando finalmente
sei riuscita a perderti
come ti trovi?
Paolo Agrati - Poesia brutta

La nostra relazione con lo spazio ha dovuto essere riformulata in questo tempo di malattia, siamo confinati in zone rosse, zone gialle. Un semaforo dove al verde è stato stranamente sostituito il bianco.

L’uomo saggio medio in un suo post di facebook direbbe che “la libertà degli altri finisce dove inizia la propria”, invece io penso che la libertà ha un suo luogo importantissimo soprattutto negli spazi condivisi.  

Piotr Jonzcsky, filosofo polacco del novecento, afferma che quando si sceglie uno spazio, con la stessa azione si esclude tutto lo spazio circostante, perciò una notizia è anche tutto ciò che non abbiamo detto di essa o un quadro presenta un paesaggio che esclude la sua porzione al di fuori del quadro stesso. E se è vero che l’esistenza di Piotr Jonzcsky me la sono inventata io, possiamo dire tranquillamente che ciò che lui afferma può senz’altro contenere una porzione di verità.

Berkeley nel suo “Saggio per una nuova teoria della visione” afferma a pagina 53 che: “ciò che è stato qui esposto mi sembra che abbia in non piccola parte contribuito a”. Certo il libro dice anche cose più interessanti, ma la domanda è: ci interessano veramente?

Un altro libro che può aiutarci ad affrontare il concetto di spazio è “Punto Linea Superficie” di Wassily Kandinsky ma vi avviso che se vi capiterà di leggerlo, a fine lettura vi ritroverete ancora più pieni di dubbi di quando avete iniziato. Per questo seguite il mio consiglio solo se la vostra esistenza è a proprio agio con la consapevolezza che il dubbio è l’unica posizione dignitosa nei confronti della vita.

Ma vorrei lasciarvi con la domanda più importante che forse attanaglia tutti: esiste la vita nello spazio? Ecco la risposta è breve e concisa ed è: certo che sì, somaro. È arrivato il momento invece di chiederci se la vita esista fuori dallo spazio.

Poeta / Attore / Doppiatore

Parlo di: poesia