Carrellata spaziale

Ogni mese Losers Club sceglie un tema da approfondire con contenuti dedicati e un’illustrazione originale.
Dall’universo inesplorato alle dinamiche di coppia, questo mese parleremo di una delle più grandi necessità dell’essere umano: lo spazio.

Per scrivere questo articolo ho provato a ricordare il mio primo approccio allo spazio, quello cosmico, e la prima cosa che, non so come mai, mi è saltata in testa è Howard e il destino del mondo, film del 1986 adorato dalla me bambina, odiato dal resto dell’umanità. È considerato uno dei peggiori film mai realizzati – nonostante il produttore sia George Lucas – vincitore di ben quattro Razzie Award: peggior film, peggior esordiente, peggiori effetti visivi e peggior sceneggiatura. Di spazio comunque non se ne vede poi molto, c’è solo questo papero alieno catapultato per sbaglio a Cleveland e una band stile Holograms capitanata da Lea Thompson (che era meglio ricordarla per Ritorno al futuro comunque).

Scorro ancora i ricordi e credo di poter collocare il mio secondo incontro spaziale nel 1996, quando leggo dell’astronoma Elektra, una specie di morosa di Archimede, nel n.33 di Minni & Company che sancisce così la mia risposta a “cosa vuoi fare da grande?” almeno fino alla terza media.

Una volta smesso l’approccio al cosmo attraverso i paperi, sono arrivate tante altre cose, dalle serie tv ai libri alle canzoni. Penso a X-Files, ma anche a Viaggio nel cosmo con Piero e Alberto Angela, ai Bluvertigo con Altre F. D. V., ad un più classico David Bowie con Life on Mars?, alle diverse edizioni di Dalla terra alla luna di Jules Verne che ho iniziato a collezionare. Penso a quella volta che alle superiori mi ero messa in testa di leggere tutti i romanzi da cui i film di Stanley Kubrick erano stati tratti e mi sono così goduta 2001: Odissea nello spazio (favolosa anche solo la premessa che Arthur C. Clarke fa nelle prime due pagine, leggetela!). Penso a quando mi sono unita a un gruppo di “lettorə ad alta voce”, qualche anno fa, e una delle prime letture che ho proposto è stata Tutti in un punto, da Le cosmicomiche di Italo Calvino.

Se ci penso, insomma, lo spazio ne ha fatta di strada nella mia vita e questa è una carrellata di spunti solo parziale. Chissà come e dove voi avete incontrato lo spazio. Chissà che immaginario vi siete costruitə di cosa c’è là fuori, e di come influisce sul vostro dentro. Mentre ci pensate, mi va di aggiungere qualche pezzetto alla vostra personale carrellata, consigliandovi alcuni libri usciti di recente:


Margherita Hack. In biciletta tra le stelle
Roberta Balestrucci Fancellu e Laura Vivacqua (Becco Giallo)

Quando mio papà si era davvero convinto che avrei studiato astronomia, per lui era ovvio che andassi all’Università di Trieste e che incontrassi Margherita Hack. Purtroppo non è mai successo, ma posso conoscerla attraverso questo graphic novel a metà tra divulgazione scientifica e racconto autobiografico. In più, Roberta Balestrucci Fancellu è una garanzia quando si tratta di riassumere in poche pagine la vita intera di persone straordinarie e le loro passioni.


Il libro della luna
Fatoumata Kébé (Blackie edizioni)

Anche Fatoumata Kébé ha scoperto l’astronomia alle elementari, ma a differenza di me lei è davvero diventata un’astrofisica, la più brillante d’Europa. Da bambina sognava di andare sulla Luna e, in attesa di diventare veramente la prima donna a metterci piede, lo fa nelle pagine di questo libro: un viaggio alla scoperta del satellite terrestre, tra miti, crateri, leggende, maree. Ah, c’è anche la playlist abbinata. Ah, c’è un buco in copertina e la trovate in due versioni, con luna piena o luna calante.


The Passenger – Spazio
aa.vv. (Iperborea)

Dopo nazioni e città, il magazine di Iperborea nei prossimi giorni parte per il viaggio più lungo di tutti, in omaggio a quello che 60 anni fa portò Jurij Gagarin in orbita. Sempre numerosi gli approfondimenti di giornalisti e scrittori, senza dimenticare infografiche, playlist e fotografie.
Penso leggerò per primo l’articolo sul Voyager Golden Record, il disco lanciato nello spazio con suoni e immagini, destinato a qualsiasi entità extraterrestre abbia voglia e mezzi per leggerlo; passerei poi all’inchiesta sulla start up Mars One, che prometteva biglietti di sola andata per Marte.


Come non pensare, a questo punto, al decimo speciale di Halloween dei Simpson, quello dove c’è uno shuttle pronto a partire per una colonia su Marte, radunando lì il meglio dell’umanità, a seguito del caos scoppiato per il millennium bug sulla Terra. Lo cito giusto per chiudere così come ho aperto, con un riferimento alla cultura pop che inevitabilmente ha plasmato il mio immaginario spaziale, così come penso anche quello di moltə di voi.

Libraia

Parlo di: libri, graphic novel, cultura pop