Pantsu: mutandine usate e fumetti

Ogni mese Losers Club sceglie un tema da approfondire con contenuti dedicati.
Ogni mese Losers Club sceglie un tema da approfondire con contenuti dedicati e un’illustrazione originale. Riproduzione, piacere, sentimento, perversione e molto altro.
Questo mese parleremo della più clamorosa scoperta dell’Umanità dopo la ruota: il sesso.

Conservo da tempo sulla mia libreria un paio di mutande di carta, non ricordo nemmeno bene dove le ho prese ma le ho sempre adorate e tenute in bella vista.
Sono un origami di un poster, al cui interno c’è un fumetto che parla, appunto, di mutande.
L’ho sempre trovato geniale.

Poi, qualche giorno fa, scorrendo la home di instagram, ho scoperto che Giommarresi, il fumettista creatore di quelle mutande, ha avviato una campagna kickstarter proprio per la realizzazione di una Complete Edition di questo progetto che si chiama Pantsu e prende il nome dal feticismo (diffuso principalmente in Giappone) per le mutandine usate.
Ho chiacchierato un po’ con lui a proposito di Pantsu, feticismi e tabù.

Partiamo subito dal progetto: cos’è Pantsu e qual è stata la scintilla da cui è nato tutto?

È da un po’ che lavoravo al progetto Pantsu, ed è stato per me molto interessante scoprire come tra tante delle persone che ho incontrato alle fiere o ad eventi, non avessero mai sentito parlare di questo feticismo. Soprattutto alcunə che ne erano a conoscenza lo stereotipizzavano con frasi come “son cose da giapponesi , quellə son proprio stranə”. Ritrovandomi a spiegarlo, mi sono subito reso conto che stavo solo dando informazioni frammentarie ad uno stand di un festival. Avevo bisogno di raccontare meglio questa storia… così ho deciso di realizzare Pantsu Complete Edition.

Fra i tanti feticismi, probabilmente quello delle mutandine usate è uno di quelli meno “ammesso” o riconosciuto nella cultura occidentale: perché hai scelto di parlare proprio di questo? E In che modo pensi che il tuo progetto contribuisca a parlare positivamente di sesso e abbattere tabù?

La scelta del feticismo per le mutandine usate è stato un percorso, in primis per la mancanza di informazioni esatte, che lo ponevano sempre in negativo e sotto una luce errata, ma l’obiettivo principale è quello di spingere le persone a credere nella condivisione col partner, qualsiasi sia il fetish in questione. Se io son riuscito a parlare con leggerezza di questo fetish allora può riuscirci chiunque, basta un pizzico di ironia e consapevolezza delle emozioni che proviamo.

Ho sempre considerato il fumetto un linguaggio libero, per la sua natura underground, e quindi un linguaggio in grado di fornire gli strumenti per parlare liberamente di qualsiasi cosa: ci sono, secondo te, dei tabù che persistono, però, nel mondo del fumetto o dell’editoria legata al fumetto?

Il fumetto è libero, è meraviglioso come lo si può usare praticamente in tutto. Il mercato e le persone che lo producono spesso no. Ti basti pensare che nel pre campagna moltə colleghə mi hanno espresso dei dubbi sull’impatto di questo progetto sul pensiero che il pubblico potrebbe avere nei miei confronti… per certi versi non sbagliavano. Io stesso vedendo che alcune testate mi hanno rimbalzato la possibilità di parlare del progetto mi sono stupito per le motivazioni “potrebbe urtare i nostri lettori”… e ti assicuro che non avevo scritto a Famiglia Cristiana o alla Torre di guardia. Questo mi ha rattristato, ma mi ha anche fatto capire quanto “Pantsu” avesse senso proprio adesso.

Parlando di feticismi, hai un feticismo da fumettista? E da lettore?

Si certamente, quando compro un fumetto non resisto e devo annusare il mix di profumi che sprigiona la carta e l’inchiostro. E questa mania vale sia come autore che come lettore. Ma so che è un fetish parecchio diffuso nel nostro campo. 🙂

Se vuoi dare un’occhiata al fumetto legato al progetto, clicca qui.
Per contribuire alla campagna kickstarter di Pantsu, clicca qui (scade giovedì, daje!)

Co-titolare della libreria Lik e Lak (Putignano / Bari)

Parlo di: libri, graphic novel e del mondo dell'illustrazione.

Cit. prefe: "The best way to scare a Tory is to read (and get rich)"