Al giropizza dei supereroi: Zack Snyder’s Justice League A.K.A. Snyder Cut

Nel 2017 andai a farmi una pizza da “Diccì còm’è”, in via Fratelli Allarmisti 10. In realtà io in quel posto c’ero già stato altre volte e non è che avessi proprio mangiato benissimo. Però, come ama ripetere un mio amico “la pizza è sempre buona, pure quando è fatta male” (in realtà la sua massima originale é più trucida, mi sono permesso di edulcorarla). Che vi devo dire, avevo voglia di una 4 stagioni: poche pretese, un po’ di gusti standard e la cena l’hai portata a casa. Lo sapete meglio di me, non è che nella vita hai sempre voglia di pasteggiare a ostriche e champagne.

Insomma mi siedo, ordino la mia 4 stagioni, ma qualche minuto dopo uno stempiato cameriere dal pizzetto rossiccio si presenta trafelato al mio tavolo con una pizza all’ananas. Non è proprio quella che volevo però vabbè, non sono uno a cui piace fare problemi, tantomeno a quello spelacchiato cameriere sottopagato in nero, quindi me la faccio andar bene. Certo, schifo fa schifo. Che cavolo c’azzecca l’ananas con la mozzarella? Finisco il piatto e me ne vado, ripromettendomi di non tornarci più, in quel postaccio.

Nei giorni seguenti, l’equivoco si ripete: ne parla ormai tutta la cronaca locale, perché pare che questa indesiderata pizza all’ananas sia capitata anche ad altrə sfortunatə clienti. Colta ormai da insanabile cattiva reputazione, la pizzeria chiude i battenti. Tempo dopo, il Gazzettino del Naviglio intervista in esclusiva Gennaro, il pizzaiolo della “Diccì còm’è” anche detto “Gennaider” dagli amici della Curva, il quale dichiara che qualcuno gli avrebbe sabotato le pizze approfittando delle sue sporadiche pause sigaretta: si diffonde la voce che tutte quelle succulente 4 stagioni siano state inappropriatamente condite con l’ananas proprio da quell’impacciato cameriere di cui avevo fatto conoscenza. Intervistato dagli inquirenti, il cameriere – che di nome fa Vito, soprannominato “Vidon” dalla sua cumpa Erasmus – si difende rivelando come Gennaider fosse solito dimenticarsi il sale nelle pizze e di come avesse pensato che aggiungendoci l’ananas la gente non se ne sarebbe accorta.

Ma ormai la frittata – scusate, la pizzata – è fatta: nascono comitati di quartiere per chiedere al Comune di finanziare la riapertura della “Diccì còm’è” e consentire a Gennaider di far gustare la sua vera 4 stagioni per come l’aveva inizialmente concepita e rimediare al torto subito da Vidon. Il comitato più attivo e molesto inventa anche un hashtag, #sfornateiltranciodiGennaider. Passano gli anni e la storia comincia ad assumere i contorni di una leggenda metropolitana, finché improvvisamente, proprio in piena pandemia, la pizzeria di Gennaider riapre i battenti. Ma con una novità: ora “Diccì còm’è” è diventato un giropizza.

Avete presente quei posti dove si punta solo sulla quantità e sulla durata della vostra permanenza, mentre continuano a somministrarvi tranci di qualsiasi gusto finché non sentite il bisogno di slacciarvi la cintura dei pantaloni, pagare il conto e andare inesorabilmente incontro alla vostra notte insonne di indigestione ripromettendovi di non farlo mai più per poi tornare sul luogo del delitto un paio di settimane dopo in occasione dell’ennesima reunion delle medie? In realtà nel giropizza di Gennaider pare sia pure rimasta, quella famigerata pizza all’ananas, ma chi ci fa più caso, in quell’orgia di carboidrati e nuovi gusti imbastita per imbonire la clientela? Dalle foto che girano su Instagram comunque la qualità degli ingredienti non pare ‘sto granché e il pomodoro ha un colore più pallido, ma sapete meglio di me che quando opti per la generosità su qualcosa devi pur risparmiare.

Incuriosito dalla leggendaria 4 stagioni e dai commenti entusiastici di chi era finalmente riuscito ad assaggiarla, in un giorno di marzo mi reco infine pure io dalla nuova “Diccì còm’è” e mi butto nel turbine del giropizza. Mi stanco quasi subito. Ma, cosa ancora più evidente: nelle pizze di Gennaider continua a mancare il sale. Indispettito dal fatto che nessuno se ne accorga, comincio a sbracciarmi urlando: “Ma non è che niente niente ‘sto Gennaider le pizze proprio non le sa fare?” Eppure nessunə nel locale sembra darmi retta. Tuttə sono contentə, forse perché alla fine Gennaider stava simpatico al paese e un po’ spiaceva che avesse perso il lavoro, forse perché in piena pandemia mangiare della pizza è già di per sé un grande evento, forse perché il solo fatto di aspettare qualcosa dà un senso a giornate ormai prive di futuro. Mi alzo, pago il conto mentre in filodiffusione si succedono a sorpresa un paio di brani di Nick Cave e cerco di dimenticare quella serata, certo al tempo stesso che ci ricascherò di nuovo.

Nota dell’autore: ogni riferimento a fatti, persone, pizzerie o Snyder Cut realmente accadute è puramente casuale.

SPOILER: la scena d’apertura del film (illustrazione di Davide Genco)

UX Designer & One Boy Band.

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