The Hard Tomorrow: vale ancora la pena lottare?

Ogni mese Losers Club sceglie un tema da approfondire con contenuti dedicati.
Non c’è miglior momento per speculare su cosa succederà se non quello in cui abbiamo meno certezze, e va detto che l’anno appena trascorso ce ne ha lasciate davvero poche: questo mese parliamo di futuro.

Oh, io c’ho provato. Quando in redazione si è scelto di parlare di futuro, mi sono detta: daje, è il momento di raccontare qualcosa di fico, visionario.
Poi, però, nei giorni successivi mi sono ritrovata ad elencare mentalmente solo romanzi o fumetti distopici. E questo la dice lunga sulla mia visione del futuro, no?
D’altronde sono cresciuta a pane e punk e NO FUTURE è la massima che ho ripetuto per tutta l’adolescenza.
Ero già pronta a proporre una lettura oscura e senza speranza quando ho ripensato ad un fumetto letto a metà 2020 che m’ha fatto un certo effetto.
Si chiama The Hard Tomorrow (Il futuro non promette bene, nella traduzione italiana Rizzoli Lizard) ed è di Eleanor Davis, una delle più grandi fumettiste viventi secondo il New York Review of Books.

Il fumetto è ambientato in un futuro prossimo (molto prossimo, il 2022), in cui alla Presidenza degli USA c’è un certo Mark Zuckerberg (non fate quelle facce… insomma, finora c’era Trump, non sembra così surreale l’idea di metterci Zuck, no?).  
È la storia di un mondo in cui l’attivismo politico arranca sotto i colpi scorretti degli sbirri, un mondo in cui protestare per qualcosa può portare alla revoca della cittadinanza, è la storia di un pianeta allo stremo delle sue risorse. Ma è soprattutto la storia di Hannah e dei suoi disperati tentativi di diventare madre, in una situazione di grande precarietà economica, affettiva e sociale. 
Al netto della storia che a mio parere ha qualche debolezza compensata da una grandissima efficacia grafica e da una fluidità non indifferente, la lettura di The Hard Tomorrow mi ha colpita per due sostanziali motivi. 

Quando l’ho letto per la prima volta, a giugno scorso, l’assassinio di George Floyd e le rivendicazioni del BLM erano appena balzati alle cronache. In America il libro di Eleanor Davis era già stato pubblicato da qualche mese, eppure in alcune pagine sembrava davvero di vedere la trasposizione fedele delle scene del video che ritrae la morte di Flyod. Anche qui c’è un uomo, nero, che si ritrova steso per terra col ginocchio di un poliziotto che lo immobilizza.  
Leggere quelle tavole mi ha un po’ fatta balzare sulla sedia: sono la fotografia esatta di quanto radicato sia il problema razziale all’interno delle forze dell’ordine americane. 

Il secondo passaggio ad avermi toccata, dentro cui ho trovato la chiave di volta della narrazione, è un dialogo che Hannah ha con la sua amica Gabby, sulle ragioni che la spingono a cercare in maniera quasi ossessiva la maternità. 
Beh, a me Gabby è sembrato un personaggio tosto sin da subito ma in quel passaggio – quello in cui si domanda cosa spinga qualcunə a voler ancora avere figliə in un momento storico estremamente critico come questo – sembra incarnare tutti i dubbi che quotidianamente incrocio nelle persone della mia generazione. 

Al netto di come si svilupperà poi la storia e di come andrà a finire, The Hard Tomorrow mi sembra una perfetta riflessione sul futuro, quello concreto e vivo, a un passo da noi.  
Vale ancora la pena lottare? Serve ancora avere fiducia?  
Non ci sono risposte universali naturalmente, all’interno del libro ognunə risponderà diversamente. 
Ma porsi le giuste domande è già un ottimo punto di partenza. 

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Co-titolare della libreria Lik e Lak (Putignano / Bari)

Parlo di: libri, graphic novel e del mondo dell'illustrazione.

Cit. prefe: "The best way to scare a Tory is to read (and get rich)"