Accendere la luce sul settore degli eventi dal vivo con Astra: The Microphone Lamp

Il New Age Club, storico locale italiano di Treviso, come molti altri locali in tutto il mondo, quest’anno non ha aperto le sue porte a causa della pandemia da Covid-19.
Dal 1996 è uno dei locali di riferimento per la musica dal vivo in Italia. Impossibile nominare tutti gli artisti che hanno calcato lo storico palco del club dagli anni 90 ai giorni nostri: Pete Doherty, Architects, Kasabian, Subsonica, Brunori Sas, Verdena, Myss Keta,The 1975, The Vaccines, Coez, Francesca Michielin, De Gregori, Max Gazzè, Thegiornalisti, Calcutta, Salmo, Peter Hook, Lagwagon, The Rasmus, The Temper Trap, Blonde Redhead, Skin, Anthrax, Meshuggah, Bring me the Horizon, Maneskin e davvero tantissimi altri grandi nomi del panorama musicale nazionale ed internazionale.

L’idea di Astra è nata vedendo le luci del Club spente. Si tratta di una serie di lampade da terra e da tavolo realizzate con le aste microfoniche del club chiuso ormai da Febbraio 2020.
I founder hanno voluto reinventarsi e ridare nuova vita ai microfoni e alle aste che prima del Covid-19 si usavano durante i concerti e le hanno ripensate per uno scenario domestico. Una iniziativa che in parte è autoproduzione, in parte è gesto artistico e “politico” nel suo tentativo di sensibilizzare e sostenere il settore degli eventi dal vivo. Al progetto Astra è legata una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

Ne abbiamo parlato in questa intervista con Luca Cassiano, socio del New Age e co-founder di Suonica.

La prima domanda è: come state vivendo questo momento in quanto club?

Noi gestiamo due Club, uno a Treviso e uno a Padova (n.d.r. New Age e Hall) che da quasi un anno sono chiusi a causa della pandemia.
A dicembre nel caso di Hall avevamo provato a rimodulare la sala con posti a sedere e capienze ridotte, ma abbiamo dovuto fare marcia indietro a causa delle nuove disposizioni del governo.
Con New Age abbiamo supportato dei concerti via streaming con l’obiettivo di sostenere tutti i club che si sono sempre battuti per offrire spazio alla musica dal vivo. Come molti colleghi siamo in attesa di nuove disposizioni sperando di tornare presto ad assembrarci.

La poetica di Astra, un microfono ormai spento che continua ad “amplificare la realtà” con la luce ci ha subito conquistatə. Sappiamo come è nata l’idea, ma come siete passati dal pensiero ai fatti? Vi siete reinventati designer o vi siete affidati a progettisti esterni?

Nel nostro organico sono presenti figure con diverse skill, quindi abbiamo avuto la fortuna di poter seguire tutto internamente. Chi prima si occupava della realizzazione degli allestimenti per le nostre feste ora si dedica alla realizzazione dei primi prototipi di Astra, mentre l’ufficio di comunicazione si dedica alla promozione web e social del progetto.

Qual è l’obiettivo del progetto? Sostenervi in attesa di riaprire oppure da subito percorrere una nuova avventura da “start-up”?

Sinceramente non ci siamo posti ancora questa domanda, siamo in attesa di vedere come andrà la campagna su Kickstarter. Il nostro lavoro è organizzare concerti ed eventi, ma se questo progetto dovesse creare delle nuove opportunità non ci tireremo di certo indietro.

Prima di arrivare ai microfoni, avete avuto in mente altri oggetti di scena da “hackerare”? O che magari in futuro diventeranno parte di una linea di prodotti?

Se il progetto prendesse piede abbiamo in mente altri modelli, le idee sono molte, ma restano top-secret. Potrebbero restare solo delle belle idee o prendere vita, ma questo lo deciderà, come sempre, il nostro pubblico.

Chi fornisce le aste per Astra sono le stesse persone che vi rifornivano per gli eventi live? In questo vedete nel progetto un’opportunità di continuare a dare linfa vitale non solo a voi in quanto club ma anche a tutta la filiera?

Per i primi prototipi abbiamo utilizzato aste e microfoni che avevamo in “casa”.
Nel caso in cui arrivassimo al budget prefissato e il progetto dovesse prendere vita allora avremmo sicuramente bisogno di affidarci a dei fornitori; questo darebbe sicuramente respiro a persone e aziende, che come noi, sono ferme da 1 anno a causa della pandemia.

Cosa vi manca di più della vita pre-Covid-19?

Sarà una risposta scontata, ma ci manca il calore della gente, le urla in sala prima dell’uscita della band, le code fuori dal locale prima di aprire le porte, insomma ci mancano gli assembramenti.
Mi mancano le 5 del mattino, adesso alle 21:00 sono già sul divano con la copertina.

Come vedete il futuro degli eventi live? Siete più pessimisti o ottimisti?

Siamo ovviamente ottimisti. Pensare in modo negativo, in un periodo altrettanto negativo non porterebbe sicuramente a nulla di buono. Questo blocco forzato ci ha fatto concentrare su progetti che avevamo nel cassetto e ci ha fatto riordinare le idee sul futuro. Ora aspettiamo solo di poter ripartire più forti e motivati di prima.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa:
www.astra-lamp.com
www.newageclub.it
www.hallpadova.it

UX Designer & One Boy Band.

Parlo di: fumetti, musica, design, film e serie TV.

Cit. prefe: "Non sono un grafico, non faccio sedie."