Cosa salviamo del 2020 e cosa ci aspettiamo dal 2021

3 cose che salviamo di questo anno funesto e che vi consigliamo di leggere, guardare o ascoltare se ve le siete perse.
1 cosa che proprio abbiamo detestato di questo 2020.
Ed, infine, cosa ci aspettiamo dall’anno che verrà.

Cosa salvo del 2020

  1. Sound of Metal (film) – Opera prima di Darius Marder, racconta la parabola di Rubens, batterista che perde improvvisamente l’udito. Il percorso personale che affronterà per riappropriarsi della sua nuova esistenza sarà scandito da suoni strazianti e silenzi eloquenti. Potente e asciutto, mette in scena la disabilità come mai prima d’ora e nel farlo racconta un po’ di tuttə noi.
  2. Pianoforte (libro) – Libercolo di Christoph Niemann, artista visuale noto per alcune copertine del New Yorker che avrete visto nell’episodio di Abstract su Netflix dedicato all’illustrazione. Qui Niemann usa il disegno – il suo lavoro – per descrivere il suo hobby, il pianoforte. Un’ode sinestetica alle discipline in cui non necessariamente eccelliamo, ma che in ogni caso ci fanno stare bene.
  3. Hamilton (musical) – Sì, lo so, è in scena a Broadway dal 2015, ma complice la pandemia proprio quest’anno il capolavoro di Lin-Manuel Miranda è approdato su Disney+ a beneficio di coloro che non hanno avuto la fortuna – o i soldi – per vederselo. Poche righe non bastano per descrivere una delle opere più importanti nella storia della cultura americana. Per temi, coreografie, canzoni, Hamilton è un trionfo crossmediale definitivo e chi non lo ama è solo perché non l’ha ancora visto. E io mi considero un fan moderato e dell’ultim’ora.

Cosa ho odiato del 2020

Mank (film) – L’ultima prova di Fincher è una sbandierata confezione deluxe affondata da una sceneggiatura pretenziosa e intellettualmente disonesta (con tutto il rispetto per lo sceneggiatore, il padre di Fincher morto nel 2003 probabilmente di noia dopo aver riletto la sua sceneggiatura). Non salvo quello e le call, dio santo, basta call.

Cosa mi aspetto dal 2021

Di poter davvero andare a tutti quei concerti di cui ho acquistato i biglietti nel 2019.


Cosa salvo del 2020

The Outsider (serie tv) – Serie HBO creata da Richard Price stupefacente adattamento dal romanzo omonimo di Stephen King. Che cosa è un outsider? Chi veramente è El Cuco? Perché perseguita i protagonisti Ralph, il poliziotto razionale, e Holly, la detective privata appassionata di fenomeni soprannaturali? E’ l’Uomo Nero che si cela nel nostro dark side o un essere mutaforme? La risposta a tutte le domande aperte del finale si ritrova nello stile registico della serie, nelle inquadrature sfocate, indefinite, flou. 

Il lago delle oche selvatiche (film) – Le vicende di questo noir metropolitano di Diao Yinan sono ambientate a Wuhan prima di diventare la “Wuhan del covid-19”. I gangster e la femme fatale scappano continuamente e si rincorrono su motorini per le strade di periferia notturne tra le luci dei neon viola e delle scarpe con le suole luminose. Memorabili e ultra-realistiche le scene di violenza, in particolare la decapitazione con il filo teso e gli omicidi compiuti con un ombrello (!). Il film è un mix perfetto tra le atmosfere “alla Michelangelo Antonioni” e i personaggi “alla Johnnie To”.

I mortali (album) – Cosa succede quando un cantautore siracusano (Lorenzo Urciullo/Colapesce) e uno palermitano (Antonio Dimartino) decidono di unire le loro voci e le loro parole? Il risultato è questo album scritto a quattro mani che profuma di agrumi di Sicilia, di adolescenza perduta e ricordi dolciamari, come nel brano “Majorana” (il mio preferito in assoluto). A marzo vedremo finalmente questa “strana coppia” musicale a Sanremo. Era ora!

Cosa ho odiato del 2020

Tenet (film) – Esercizio di stile (e di montaggio) di Christopher Nolan. Troppo esagerato, autocitazionista e complesso. Insomma, troppo “nolaniano”! Mi ha fatto rimpiangere quando il regista era ancora uno sbarbatello fresco di studi universitari, che con poche sterline e quattro amici aveva realizzato un capolavoro in bianco e nero come “Following”. 

Cosa mi aspetto dal 2021

L’uscita di 007 – No Time To Die diretto e co-scritto da Cary Fukunaga. 
P.S. Nel mio armadio è già pronto e stirato da aprile 2020 il vestito da bond girl per il Martini-Party che si terrà a Matera per l’uscita del film. Devo solo trovare il modo per imbucarmi…

Cosa salvo del 2020

The Mandalorian – seconda stagione (serie tv) – Ho fatto fatica a scegliere la migliore del 2020 ma le avventure del Mando sono le uniche che ho aspettato con trepidazione ogni Mandodì. Sono stato ripagato di tutto. Questa è la via.
Grazie J. Favreau, grazie D. Filoni.

Le Strade Del Male / The Devil All the Time (film) – Non ho visto molti film nel 2020. E le Strade del Male di Antonio Campos non lo ricordo proprio bene ma sì, mi era piaciuto e molto anche.
La trama in breve è che c’è questo ragazzino (Tom Holland) il cui padre è un mezzo matto, la madre muore, muore il cane, il ragazzino lo affidano poi cresce pure la ragazzina che gli succede un casino brutto e poi muore pure l’altro che faceva le foto. Lo consiglio. Tra l’altro è tratto da un romanzo di Donald Ray Pollock.
Anche la pizza di quella sera era buona. La consiglio.

Il Buco Noir (fumetto) – Sono sempre moooolto indietro con le mie letture “obbligate”, ma poi arriva “QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO”, come Il Buco Noir del Maestro Stefano Zattera. Una Graphic Novel che apre le porte ad un universo senza tempo. Edito da Eris Edizioni, recuperatelo in fumetteria! 

Cosa ho odiato del 2020

Di prodotti di intrattenimento brutti brutti ne vedo (ma credo anche voi) davvero tanti. Certo, i gusti son gusti ma a volte è anche questione di buon gusto e palati forti.
Così il peggio del peggio se lo aggiudica qualcosa che non mi ha lasciato nemmeno un cattivo sapore in bocca, la totale assenza di gusto e spessore. Nemmeno quel leggero retrogusto fruttato. Il niente.
Birds of Prey (and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn).
“The worst of the worst”.

Cosa mi aspetto dal 2021

Non c’è Disney/Marvel/DCComics/Warner che tengano! C’è solo Cobra Kai, che arriverà il primo gennaio IN ANTICIPO!
IMPAZZISCO!!! Johnny Lawrence non può deludermi. E non lo farà.
“Imparerete la legge del pugno”.

Cosa salvo del 2020

Che cosa vediamo quando leggiamo (libro) – In un anno in cui ho avuto la percezione costante di non riuscire a mettere a fuoco e di non vedere le cose lucidamente, questo libro di Peter Mendelsund è stato un faro. Grafica, narrazione, divulgazione: un equilibrio perfetto per raccontare a cosa serve leggere e a cosa serve immaginare.

Le Mani di Z (fumetto) – Leggerlo in lockdown non è stata la più felice delle idee, o forse sì, perché quella di Z è la storia di un uomo con disagio psichico chiuso in casa assieme alla madre.  Ossessionato da Zorro, alienato dalla realtà, Z si costruisce una realtà alternativa e claustrofobica in cui vivere.
Solo AkaB avrebbe potuto tirar fuori un fumetto così: disperato e bellissimo.

Microphones in 2020 (album) – Un’unica traccia di 44 minuti, un lungo videoclip fatto solo di foto che si susseguono e tutta una vita da raccontare. Non so se sia per la semplice affezione nei confronti di Phil Elverum, per la nostalgia per il moniker The Microphones o semplicemente perché sono una piagnona ma non c’è nulla che quest’anno mi abbia fatto venire il magone come questa cosa qui.

Cosa ho odiato del 2020

La casa di carta (serie tv) – Ehm, devo veramente spiegarne i motivi?
La noia da lockdown fa brutti scherzi e così mi sono ritrovata a recuperare questo capolavoro del trash da cui mi ero volutamente tenuta alla larga finora. Che dire, non riesco a immaginare una perdita di tempo peggiore che guardare un narcisista tossico cantare Ti amo di Umberto Tozzi nel chiostro di un convento con un coro di frati cappuccini. È la locura, René.

Cosa mi aspetto dal 2021

Meglio non aspettarsi niente, ché poi si finisce come Paolo Fox che decreta il 2020 l’anno PERFETTO per viaggiare. Se solo si potesse però, poter ricominciare ad ospitare presentazioni ed eventi nella mia libreria sarebbe già la cosa migliore possibile.

Cosa salvo del 2020

  1. Sto pensando di finirla qui (film) – Charlie Kaufman prende un libro che sembra scritto per lui. 
  2. Stravolge completamente il finale, mantenendo comunque solido il messaggio. 
  3. Ipnotico e profondo, come sempre. 
  4. L’unico che riesce a rendere deliziosamente intricati i concetti semplici e non viceversa.
  5. Tiger King (docu-serie) – Talmente surreale da sembrare una storia inventata, ma come spesso accade, la realtà può essere molto, molto più divertente. 
  6. Uno spaccato di America di cui spesso -fortunatamente- dimentichiamo l’esistenza, quello dei redneck.

Unorthodox (mini serie) – Una mini serie di cui -purtroppo- non si è parlato abbastanza. 
L’esplorazione di un mondo nel mondo, quello ultra-ortodosso immerso nella modernità di uno dei quartieri più “cool” di New York, Williamsburg. 
Scoprirete da vicino non solo le tradizioni, gli usi e costumi di una religione “fuori dal tempo”, ma anche l’enorme impatto negativo che può avere sulla formazione e sull’intera esistenza di una persona.

Cosa ho odiato del 2020

The midnight sky (film) – La fine del peggior anno della nostra vita ci regala l’ennesima delusione. 
Un noiosissimo nulla di quasi 2 ore per un George Clooney che continua, imperterrito, a sprecare occasioni.

Cosa mi aspetto dal 2021

Mi perdonerete se per il 2021 desidero un briciolo di spensieratezza e un po’ di sana (e finta) nostalgia anni ’80, vero? 
Ecco, allora fatemi indossare i calzettoni bianchi in spugna fino a sotto il ginocchio per dirvi, senza alcuna vergogna, che attendo con ansia la 4° stagione di Stranger Things, e ci sarà pure Robert Englud: ma di cosa stiamo parlando?