APRI. Racconti per corrispondenza.

Se anche voi siete meravigliosə millenials, allora probabilmente – come me – nei Novanta avevate unə amicə di penna. Forse anche voi sognavate di confidare le vostre pene d’amore al Cioè, per raccomandata. Forse, durante l’estate, spedivate cartoline da posti esotici tipo San Giovanni Rotondo o Roseto Capo Spulico. 
Ora, diciamocelo: abbiamo perso un po’ di magia, nel momento stesso in cui abbiamo smesso di scrivere lettere. 
 
Sarà per questa maledetta nostalgia o sarà perché a Lorenzo Ghetti voglio un gran bene, ma quando ho scoperto APRI, il progetto che ha messo su negli ultimi mesi, ho tirato un gridolino di ammirazione. 

APRI è un abbonamento di racconti per corrispondenza. 

Ti abboni e ogni mese ricevi per posta un racconto autoconclusivo. Ogni racconto è scritto da unə autorə diversə ed è corredato da piccoli allegati che ti trasportano direttamente dentro il racconto (biglietti del cinema, semi da piantare, piccole meraviglie di vario genere).
Lo staff di APRI ci tiene così tanto a traghettarti nel racconto che si mette anche a stropicciare le lettere, a macchiarle se serve, a renderle vere.

Ho fatto una piccola chiacchierata sul progetto con Lorenzo, che è un fumettista (recuperate il suo Dove non sei tu per Coconino Press) e il fondatore di To Be Continued Comics

In un momento in cui il virtuale è sembrato a tuttə la via più immediata per rimanere in contatto con il mondo esterno, voi avete messo su un progetto estremamente analogico: come è nato APRI? 

APRI è nato dalla necessità di trovare un luogo silenzioso dove chiedere attenzione ad un pubblico interessato alle storie. Volevamo creare un rapporto diretto tra creatore/creatrice e lettore/lettrice ma senza dover sgomitare per ottenerlo su internet, dove il tempo è poco e i contenuti devono essere sempre più brevi. Volevamo qualcosa che potesse essere ricevuto e fruito con calma in un secondo momento senza il rischio che altri contenuti potessero creare distrazione. Avevamo pensato inizialmente a una newsletter, ma da amanti della stampa e della carta abbiamo provato ad andare oltre e quindi mandare lettere vere e proprie. 
Mandare una mail è un metodo di comunicazione estremamente efficace e semplice, fa quello che serve nel miglior modo possibile. Scriviamo mail invece di scrivere lettere per lo stesso motivo per cui ormai condivido foto sul gruppo whatsapp di famiglia invece di mandare cartoline. Ma se l’obiettivo non è comunicare ma raccontare una storia, allora una lettera può farlo molto meglio di una mail. 

Il bello di APRI è che nulla sembra lasciato al caso: dalla busta da lettere al francobollo, fino al contenuto della lettera, tutto è curato nei minimi dettagli per raccontare una storia (o tante storie, insieme). Come nasce ogni lettera? 

Prima di tutto contattiamo l’autrice o autore con cui vorremmo collaborare (a inizio progetto abbiamo “lanciato la palla” a un gruppo scelto soprattutto dall’editor di APRI, Marzia Grillo, pensando a persone che potevano trovare la sfida interessante e divertente). La scrittrice o scrittore ha carta bianca sul contenuto della lettera: genere, argomento, periodo storico. Noi abbiamo solo dato un limite di lunghezza, pensando a racconti brevi, e comunicando comunque l’intenzione di fare un progetto di finzione. APRI voleva raccontare delle storie, non semplicemente inviare delle lettere. 

Una volta deciso il tema e il contenuto, si lavora a 4, 6, 12 mani per decidere le sue parti: grafia, elementi di contorno, tipo di carta, la busta… Tra noi della redazione e l’autore/autrice si crea un dialogo diretto di proposte e idee. 
Poi si trova il modo migliore per realizzare il tutto (dovendo a volte purtroppo scartare delle proposte per questioni di budget) e si va in stampa! Ultima fase: incollare francobolli, piegare (e spiegazzare), macchiare, imbustare il tutto e spedire. 

Il progetto al momento prevede che ci si possa abbonare fino ad un anno di tempo. Se provi a spostare lo sguardo un po’ più in là, cosa speri che diventi APRI a lungo termine? Credi che potrà avere anche una vita editoriale?  

Vedo difficile una vita editoriale perché per me le storie di APRI sono fatte anche dei materiali con cui sono composte. Il testo da solo è solo una parte del tutto. Sicuramente faremo vari pacchetti annuali con cui acquistare a posteriori l’intero anno di lettere (con magari una bella scatola per conservarle, chissà!). 

Al momento le idee che ci piacciono sarebbero più indirizzate verso degli abbonamenti paralleli: un romanzo epistolare invece che racconti autoconclusivi, oppure sarebbe bellissimo creare un abbonamento dedicato a bambine e bambini. Speriamo! 

Co-titolare della libreria Lik e Lak (Putignano / Bari)

Parlo di: libri, graphic novel e del mondo dell'illustrazione.

Cit. prefe: "The best way to scare a Tory is to read (and get rich)"